EuroTips: Interviste Erasmus+ VET

Aggiornato a:
18 Marzo 2026

Tre esperienze, tre città, un’unica grande avventura: Erasmus+ VET ✈️🌍

Di seguito vi raccontiamo le esperienze all’estero di Jasmeen, Antonia e Giovanni, tra lavoro, nuove amicizie, momenti di crescita e scoperte personali.
Le interviste sono state realizzate dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto Professionale Statale Filippo Re di Reggio Emilia, che partecipano al progetto European Young Multiplier di Eurodesk.

Il loro consiglio? Vivere questa esperienza con il cuore, senza paura dell’ignoto e con tanta voglia di scoprire il mondo. 💪

INTERVISTA A JASMEEN KAUR

Oggi siamo con Jasmeen Kaur di 5A, che racconta la sua bellissima esperienza Erasmus a La Coruña, svolta nel luglio 2025.
Durante l’Erasmus ha lavorato al “Family Corner”, una scuola di inglese. Durante il tirocinio, la cosa più divertente e inaspettata per lei è stata il bellissimo rapporto che ha creato con i bambini e soprattutto il fatto di riuscire a capirli. All’inizio aveva paura di non comprenderli perché loro parlavano spagnolo e lei italiano, ma in realtà non è stato così: anzi, si sono capiti molto bene e si sono divertiti insieme.
Se dovesse descrivere la sua esperienza Erasmus con una sola emoji sceglierebbe 😍, perché è stata davvero un’esperienza meravigliosa. La città di Coruña era stupenda e offriva tantissime opportunità interessanti.
Vivere e lavorare in un altro Paese le ha fatto scoprire che si può imparare moltissimo in poco tempo: non pensava di riuscire ad acquisire così bene il lessico di una nuova lingua e, inoltre, ha avuto la possibilità di scoprire tanti posti bellissimi. Ha anche capito che le piace molto fare passeggiate in riva al mare, soprattutto al tramonto, perché i tramonti erano davvero mozzafiato. Tra le abitudini che le piacerebbe portare con sé in Italia c’è proprio questo modo di vivere più a contatto con il mare e con la natura. Agli studenti che partiranno l’anno prossimo consiglia di cogliere assolutamente questa opportunità e di non avere paura di lasciare la propria famiglia per un periodo, perché sono esperienze che non capitano spesso nella vita e aiutano a diventare più indipendenti.
Grazie a questa esperienza pensa di aver sviluppato competenze importanti nel relazionarsi con le persone e nel convivere con i propri compagni: infatti è andata d’accordo con tutte le sue compagne di appartamento e crede che, quando i ruoli sono organizzati bene, sia facile convivere senza problemi.

INTERVISTA AD ANTONIA CORDELLA

Una delle persone del nostro istituto che ha recentemente trascorso un periodo in Erasmus è Antonia Cordella di 5^C. Le abbiamo chiesto di rispondere ad alcune domande per raccontarci un po’ la sua esperienza.

Qual è stata la cosa più divertente o inaspettata che ti è capitata durante il tirocinio?

La cosa più inaspettata è stata sicuramente lo stare in pace con me stessa, completamente da sola. Sentivo tutta la libertà in corpo come una nuovissima sensazione

Se dovessi descrivere la tua esperienza Erasmus con una sola emoji, quale sceglieresti?

Se dovessi descrivere la mia esperienza con un emoji sceglierei:

Cosa hai scoperto su di te vivendo e lavorando in un altro Paese per un mese?

Stando da sola fuori dall’Italia ho scoperto alcuni lati di me, come dicevo prima quasi sconosciuti e dei sentimenti ancora mai provati. Ciò mi ha fatto capire che posso “scoprirmi” ancora, non sono “finita qui”.

Hai trovato un’abitudine, un piatto o un modo di vivere del posto che ti piacerebbe portare con te in Italia?

Un’abitudine che mi sono portata dall’esperienza è, in senso buono e positivo, il “menefreghismo”, cioè preoccuparmi di meno delle cose che mi stanno intorno e godermi di più il momento presente.

Che consiglio daresti agli studenti che partiranno l’anno prossimo?

Potrei darne minimo 100 di consigli, per quanto è bella quest’esperienza!
Uno che mi sento di darvi è ” vivetevela”, metteteci tutte le vostre energie e soprattutto il cuore. Buttatevi a capofitto. Non abbiate paura dell’ignoto, anzi, siatene curiosi.”

Quali competenze pensi di aver sviluppato grazie a questa esperienza?

Le competenze che ho sviluppato sono molteplici e si ramificano in vari ambiti. Ho imparato a cavarmela da sola, migliorato in ambito culinario; ho conosciuto tradizioni e culture diverse dalla mia e molto interessanti. Ho anche sviluppato un grande senso di orientamento e, soprattutto, trovato una nuova consapevolezza rispetto a ciò di cui sono capace.

 

INTERVISTA A GIOVANNI PASSAQUINDICI

Oggi siamo con Giovanni Passaquindici della classe 5D.
Giovanni ci racconterà la sua esperienza Erasmus svolta a Porto, in Portogallo, dal 28 luglio al 31 agosto. Durante questo periodo ha partecipato a un tirocinio come social media manager presso REMAX, vivendo da solo e affrontando per la prima volta un’esperienza così lunga all’estero.

1. Qual è stata la cosa più divertente o inaspettata che ti è capitata durante il tirocinio?

La cosa più inaspettata è stato incontrare un altro gruppo di ragazzi con cui ha legato molto. Non se lo aspettava, ma sono diventati amici e hanno condiviso tanti momenti insieme.

2. Se dovessi descrivere la tua esperienza Erasmus con una sola emoji, quale sceglieresti e perché?

Giovanni sceglierebbe l’emoji che piange 😢, non perché l’esperienza sia stata negativa, ma perché il tempo a disposizione era poco. Doveva lavorare a un video pubblicitario con una collega e quindi spesso non riusciva a uscire quanto avrebbe voluto per finire il lavoro.

3. Cosa hai scoperto su di te vivendo e lavorando in un altro Paese per un mese?

Ha scoperto di essere molto più autonomo di quanto pensasse e di riuscire a stare anche molti giorni senza mangiare regolarmente. Inoltre ha capito di sapersi adattare bene a nuove situazioni e a un contesto lavorativo diverso.

4. Hai trovato un’abitudine, un piatto o un modo di vivere del posto che ti piacerebbe portare con te in Italia?

Giovanni ha notato che in Portogallo le persone hanno una cultura molto più amichevole rispetto a quella del Nord Italia. Il piatto che gli è piaciuto di più è la francesinha, fatta con pane tostato, uovo, tanto formaggio, bistecca, salsicce e varie salse, spesso accompagnata da birra e spezie.

5. Che consiglio daresti agli studenti che partiranno l’anno prossimo? (Frase da manifesto Erasmus)

“Pianifica bene le tue giornate anche quando non sai cosa farai e affronta tutto con meno ansia possibile.”

6. Quali competenze pensi di aver sviluppato grazie a questa esperienza?

Grazie all’Erasmus ha sviluppato autonomia, capacità di lavorare in squadra e un nuovo modo di approcciarsi alle difficoltà e alle persone.

7. Che lavoro hai svolto durante il tirocinio?

Ha lavorato come social media manager per REMAX, occupandosi di contenuti e comunicazione.

8. Quali difficoltà hai incontrato all’inizio?

All’inizio aveva paura di non andare d’accordo con le altre persone e di non riuscire a relazionarsi facilmente con gli altri.

9. Quando eri autonomo ti davano uno stipendio?

Non c’era uno stipendio vero e proprio, ma riceveva regolarmente un pocket money. Ci sono stati però alcuni problemi con i pagamenti.

10. Sei partito da solo?

Sì, è partito da solo ed era anche la prima volta che prendeva l’aereo. Avendo paura delle altezze, questo è stato un momento particolarmente difficile per lui.

11. C’era qualcuno che ti stava aspettando all’arrivo?

Sì, c’era un referente/docente che gli ha dato indicazioni e lo ha aiutato nei primi giorni.

12. Com’era la situazione con la lingua?

In Portogallo non tutti parlano inglese, quindi con il capo spesso parlavano in italiano.

13. Prendevi mezzi di trasporto per andare a lavoro?

Sì, prendeva due mezzi di trasporto e poi faceva dieci minuti a piedi.

14. Eri seguito dal progetto anche durante il lavoro?

Sì, erano sempre seguiti. Il referente/docente chiedeva spesso come si comportavano e se andava tutto bene.

15. In caso di problemi potevate contattare Eurodesk?

Sì, per ogni emergenza Eurodesk è stato sempre molto disponibile.

16. Qual è stato il momento in cui hai smesso di sentirti un “turista” e ti sei sentito a casa?

Durante la seconda settimana, mentre era in metro. Una signora si lamentava e lui le ha dato ragione: in quel momento si è sentito parte della città.

17. C’è una persona incontrata lì che pensi resterà nella tua vita per sempre?

No.

18. Una parola in portoghese che ti è rimasta impressa?

“Bom dia”.

19. Ti senti più cittadino del mondo o più orgoglioso delle tue radici italiane?

Entrambe le cose.

20. Hai imparato qualcosa di nuovo nella vita quotidiana?

Ha imparato a cucinare, sperimentando soprattutto con i burrito.

21. C’è stato un momento in cui volevi tornare a casa?

No, anche se la pizza italiana gli è mancata molto.

22. Dove avresti voluto andare se non fossi andato in Portogallo?

Nel Regno Unito o in Irlanda.

23. Com’era l’alloggio?

Era simile a un campo universitario e non doveva pagare le bollette. Aveva una stanza tutta per sé.

24. Come sono cambiati i tuoi rapporti con chi è rimasto a casa?

Non si sente più lontano dai suoi amici storici, anche se gli mancavano molto.

25. Descrivi Porto con tre aggettivi.

Grande, montuosa, aperta.

26. Qual è stato il primo oggetto che hai comprato per rendere la stanza più tua?

La maglia dell’operatore ufficiale REMAX.

27. Avevi un luogo che consideravi il tuo “rifugio segreto”?

Sì, una zona vicino al campo: prendeva un autobus che lo portava in un posto pieno di negozi, dove poteva stare tranquillo.

28. Una canzone e un libro che assocerai sempre a questa esperienza?

Le canzoni “Too Little Too Late” di Laufey e “It’s Time” degli Imagine Dragons. Il libro “1984” di George Orwell, edizione portoghese.

29. Pensi di lavorare all’estero in futuro?

Sì, vorrebbe lavorare all’estero e continuare come social media manager, magari studiando all’università fuori dall’Italia o anche qui.

30. Qual è una cosa che prima consideravi normale in Italia e che ora ti sembra assurda?

Il fatto che l’Italia di sera sia molto spenta rispetto ad altri Paesi.