“Partigiano Reggiano” – Casa Manfredi

“Finalmente sono tornati a casa”

Il percorso storico di Casa Manfredi a Villa Sesso, unica casa partigiana presente nel Comune di Reggio, è iniziato con la riapertura nel 2019 e ieri, 27 settembre 2020, è stata inaugurata la grande opera murale di street art ‘Partigiano Reggiano’, realizzata da Fabio Valentini in arte Neko e Marco Temperilli in arte Maik.

L’opera, voluta da Istoreco in collaborazione con Anpi e Comune di Reggio Emilia, vuole rendere omaggio alla memoria dei Martiri per la Resistenza appartenenti alle famiglie Manfredi e Miselli di Villa Sesso, diventando una “nuova porta” della città, ben visibile da più parti, anche da chi transita sull’autostrada A1, assumendo un forte ‘tratto distintivo’ e di memoria storica.

Chi sbucherà dal sottopasso dell’autostrada si troverà di fronte il grande murales ma anche 8 pannelli in cui è raccontata la storia di Villa Sesso compresa fra il 1944 e il 1945 e sulla recinzione di Casa Manfredi le foto che illustrano questa storia.

Reggio Emilia non dimentica il sacrificio della famiglia Manfredi e della famiglia Miselli e, nel quadro delle diverse iniziative dedicate su tutto il territorio alla memoria della Resistenza, al lascito di queste vittime della follia totalitaria – sacrificatisi per la libertà, i diritti e la giustizia – l’opera Partigiano Reggiano rappresenta un bel modo, originale ed iconicamente in grado di dialogare anche con le nuove generazioni, per non permettere che cada l’oblio su uno dei fatti di sangue più gravi compiuti dal nazifascismo nella nostra città”, sottolinea il sindaco Luca Vecchi.

5 i membri della famiglia Manfredi uccisi dai fascisti: il padre Virginio e i figli Alfeo, Gino, Aldino e Guglielmo. Alfeo venne fucilato nella notte fra il 16 e il 17 dicembre 1944 insieme ad altri 3 giovani sorpresi ad ascoltare radio Londra. Un’altra famiglia di Villa Sesso, particolarmente attiva nella lotta antifascista e partigiana, è la famiglia Miselli: diedero la vita alla guerra di Liberazione il capofamiglia Ferdinando e i figli Remo e Ulderico, anche loro nel grande murale.

La data per l’inaugurazione è stata scelta pensando al 28 settembre 1943 quando, nella canonica di San Francesco, viene costituito il Comitato di Liberazione nazionale di Reggio Emilia, creato con lo scopo di dirigere la guerra di liberazione, ormai inevitabile.

Hanno partecipato all’inaugurazione il sindaco Luca Vecchi, la presidente dell’Anpi di Sesso Maurizia Fiorani e il presidente dell’Anpi provinciale di Reggio Emilia Ermete Fiaccadori, il direttore di Istoreco, Matthias Durchfeld, Dario De Lucia, e i rappresentanti delle famiglie dei caduti, ricordati dal murale.

Questo murales si aggiunge alle opere di street art che – dai volti dei partigiani del quartiere Foscato all’opera per i 40 anni della strage alla Stazione di Bologna – punteggiano la geografia civile di questa città.

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