Aggiornato a:
1 Giugno 2020

Venerdì 29 Maggio 2020 si è tenuto il webinar sul Progetto “Play your life“. L’evento,aperto a studenti, docenti, genitori, educatori ed operatori del settore,è stato spunto di riflessione sull’utilizzo del web, del Gioco d’azzardo online e delle nuove tecnologie, anche alla luce delle modifiche causate da questo periodo di emergenza.

Nell’ambito del progetto “Play your life” le scuole coinvolte sono state l’Istituto Professionale “Galvani-Iodi“, l’ITI “L. Nobili”, l’Istituto Tecnico “Scaruffi-Levi-Tricolore”e l’IstitutoProfessionale ”Filippo Re” di Reggio Emilia.

L’Assessora Raffaella Curioni ha sottolineato come l’intervento del Comune per combattere la dipendenza dal gioco d’azzardo, seppur molto efficace, non basterebbe senza un percorso di prevenzione adeguato.

Sono stati poi presentati i contributi dei peer educator degli Istituti che hanno collaborato al Progetto “Play your life”: video, immagini, riflessioni e curiosità sul tema del gioco d’azzardo, e un apporto dei ragazzi della classe 4F dell’Istituto Motti che hanno partecipato al Progetto “Non stare al gioco“, promosso da Officina Educativa Partecipazione giovanile e benessere, progettato e realizzato dalla Cooperativa Reggiana Educatori, affrontando questo tema con delle vignette ironiche.

Il webinar è proseguito passando dal tema del “Gambling” (il gioco d’azzardo) a quello del “Gaming” (il gioco). Si è infatti usciti dai confini del gioco d’azzardo per concentrarsi, invece, su quello dei videogames.

Cosa hanno rappresentato i videogames durante il periodo del lockdown?

In questo periodo sono tornati di moda videogiochi che simulano una pandemia, come nel caso di un vecchio gioco lanciato nel periodo in cui scoppiò l’ebola, talmente realistico da spingere le autorità ad invitare a distinguere la realtà dal videogioco; oppure come nel caso di un nuovo videogioco giapponese che simula la situazione attuale del Corona Virus, basandosi sul rispetto del distanziamento sociale. Sorprendendo tutti, l’OMS ha promosso l’utilizzo dei videogames per far sì che si mantenessero i rapporti sociali e le relazioni tra i più giovani.

Play off” è un progetto nato un anno e mezzo fa circa, finanziato dalla Regione Toscana, che si occupa di videogiochi che possono diventare una risorsa di fondamentale importanza per interagire con i ragazzi, per insegnare loro cosa c’è dietro un videogioco e come si crea.

Il mondo dei videogames può essere correlato con l’abbandono scolastico e la gestione delle emozioni.

I “Loot boxes” rappresentano la possibilità di andare avanti nel gioco solo facendo dei piccoli acquisti, cosa che può creare dipendenza, tanto che in Belgio e in Olanda sono illegali, mentre in Italia ancora no.

I Serious Games sono dei giochi di simulazione digitale della realtà e che questo progetto nasce come un percorso di alternanza scuola-lavoro alternativo:

una classe di 23 ragazzi di un Istituto Professionale di Firenze è stata divisa in 5 squadre, in modo da lavorare insieme e non individualmente e allo stesso tempo sfidarsi tra team, in una sana competizione. Lo scopo era insegnare che è bene che la tecnologia e i videogiochi siano presenti nelle nostre vite, ma bisogna saper bilanciare la vita online e quella in presenza.

Dalle idee di questi team nasce “Zirma City”, un gioco di simulazione di una città reale, ma in digitale. In questo gioco si può caratterizzate il proprio Avatar, muoversi in diversi mondi ponendo l’attenzione anche sulla sostenibilità ambientale, trovarsi davanti scelte e bivi che lo rendono più interessante, e soprattutto, è un gioco a cui si può giocare da soli ma richiede la collaborazione con gli altri per il raggiungimento degli obiettivi.

Dunque, per citare le parole di Ester Macrì, “il gioco è una cosa seria”.

E’ possibile consultare il pallet dell’evento a questo link.

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