“Restiamo Umani” – John Mpaliza

PROGRAMMA DELLA TAPPA
- Ore 16.00: ripartenza dei marciatori da Bagnolo in Piano
- Ore 18.30: ripartenza della marcia dal centro commerciale "I Petali". Il raggruppamento dei marciatori locali, in attesa degli altri marciatori, si farà dalle 18.00 alle 18.50 quanto arriviamo da Novellara, via Bagnolo in Piano. È previsto un giro in centro città, con musica, fino al Centro Sociale Rosta Nuova.
- Ore 20.30: inizio proiezione del film IUVENTA, in presenza del regista Michele Cinque.

Davvero, non mancate! Se potete, venite a fare 2 passi di gioia e carichiamoci insieme di qualche dose di umanità.
Fate girare questo messaggio! Invitate amici, amiche e conoscenti. Portate bambini, parenti, mariti, mogli, fidanzate/i.
Restiamo umani e ricordiamoci di essere umani!

“Restiamo Umani” è il nome della marcia che è partita oggi, 20 giugno 2019, da Trento e arriverà a Roma il 19 ottobre, passando anche per Torino, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Palermo e Lampedusa ideata da John Mpaliza, che ha iniziato il suo cammino per i diritti una decina di anni fa, quando organizzò in Italia la prima marcia per la pace nella Repubblica Democratica del Congo. O forse nel 1991, quando dovette lasciare il paese in cui era nato per fuggire dall’allora regime del presidente Mobutu.

John, ingegnere informatico di 45 anni, nato a Bukavu, nella parte orientale della Repubblica Democratica Del Congo, da 21 anni in Italia, di cui è diventato cittadino fino al 2014 ha lavorato ha lavorato come programmatore per il Comune di Reggio Emilia. poi ha deciso di lasciare l'impiego per il raggiungimento di un obiettivo di ben più alta fattura che la soddisfazione per quanto realizzato e del salario a fine mese.

Oggi John è diventato Peace Walking Man, un camminatore per la pace.

Ma probabilmente quel cammino è iniziato ancora qualche anno prima, quando John manifestava in Congo insieme ai suoi colleghi di università. Molti di loro – racconta – non li ha più ritrovati quando è tornato nel suo paese d’origine.

Per la prima volta, però, dopo tutti questi anni, John Mpaliza ha deciso di organizzare la sua marcia per la pace non più mettendo al centro l’Africa e il Congo, come aveva fatto tante volte, denunciando i legami tra estrazione mineraria da parte dei paesi occidentali e i conflitti in atto nel paese.

Stavolta ha deciso di parlare di una questione che riguarda ancora più da vicino gli italiani.

“Ho sempre marciato per la pace in Africa e in Congo”, racconta John Mpaliza,  “Ma stavolta mi sono detto, da cittadino italiano ed europeo, è possibile che qui si stiano distruggendo i valori fondamentali della società, e noi stiamo a guardare e basta? Proviamo a fare qualcosa per tutti i cittadini che vivono nel territorio italiano, per dire basta all’odio e alla paura”.

In particolare la molla che ha fatto scattare l’idea della Marcia “Restiamo Umani” è nata alcuni mesi fa, il giorno in cui John ha assistito a un brutto episodio su un treno partito da Trento, la città in cui vive, e diretto a Reggio Emilia, dove ha vissuto appunto per vent’anni.

“Il capotreno stava strattonando un viaggiatore, un signore africano sub-sahariano nero, accusandolo ad alta voce di non aver fatto il biglietto”, racconta John. “Mi sono guardato intorno nel vagone. Nessuno tentava di mediare, anzi, ho visto sulla faccia della gente una certa rabbia e un senso accusatorio, avevano quasi la bava alla bocca”.

John ha cercato di capire cosa stesse succedendo. Il passeggero gli ha detto che aveva dato al controllore la sua tessera a scalare, che aveva convalidato prima della partenza e che avrebbe dovuto passare alla macchinetta in stazione alla fine della corsa per scalare il costo del viaggio, ma il capotreno pretendeva un biglietto cartaceo, e non gli aveva più restituito la sua tessera.

Quando John va a chiedere conto al controllore, questi gli restituisce la tessera del passeggero. Alla domanda se avesse controllato se il titolo di viaggio fosse stato convalidato, il capotreno risponde che non aveva la macchinetta per controllare.

Quel giorno John ha deciso che avrebbe dovuto far qualcosa. Così è nata l’idea della marcia che ha scelto di denominare con l’espressione utilizzata dall’attivista e giornalista Vittorio Arrigoni: “Restiamo umani”, dopo essere entrato in contatto con la madre di Arrigoni stesso.

La data di partenza si è fatta coincidere con la Giornata mondiale del rifugiato, un riferimento simbolico legato alle stragi nel Mediterraneo, contro la politica dei porti chiusi e il decreto sicurezza che, come sottolinea John, “stanno distruggendo il sistema di accoglienza, sia quella degli Sprar sia quella messa in atto dai singoli cittadini”.

Nei 4 mesi e quasi 3mila chilometri di viaggio nei prossimi giorni passerà anche per Reggio Emilia fino al momento conclusivo della marcia che si svolgerà invece in Piazza San Pietro, dove i partecipanti sperano di riuscire a consegnare una lettera aperta a Papa Francesco, recentemente vittima di attacchi per essersi espresso a sostegno dei migranti e dei più deboli.

Qui le tappe e le date della marcia.

Qui il crowdfunding legato alla marcia (il ricavato, al netto delle spese, andrà a progetti in Mozambico, paese colpito dall’uragano Idai).

 

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Da lunedì 2 settembre 2019:
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- martedì 9:00-12:00 e 15:00-18:00
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