All’inizio sembra tutto strano, parte tutto come un semplice anno di studio all’estero e poi si rivela  essere molto di più. Era come se avessi sempre avuto gli occhi chiusi e poi, una volta scesa da quell’aereo, avessi scoperto un sacco di cose che parevano ovvie, a cui però non davo importanza. Ho imparato molto e ho ancora tanto da imparare. Molti hanno paura di fare un programma all’estero, rinunciano pur di non studiare durante l’estate ma – fidatevi- tutto questo vale un’intera fatica estiva e non mi pentirò mai della mia scelta.
Mentirei nel dire che a volte non è facile, ma è proprio questo il bello, quando finalmente salterai l’ostacolo ti sentirai come se nessuno possa fermarti. Accumulerai ricordi che saranno sempre con te e partorirai esperienze ed errori che nel momento stesso in cui li commetti non ti rendi conto che li ricorderai per sempre per averti cambiato. Vedrai le differenze tra il tuo paese e quello in cui sei, vedrai una scuola nuova, un nuovo modo di pensare e di parlare. Cambierai modo di vestire, modo di organizzarti, inizierai ad essere indipendente senza rendertene conto, leggerai vecchi temi di italiano e ti sembreranno così facili. Dovrai anche fare delle scelte: scegliere gli amici giusti, i comportamenti giusti da tenere e cosa mantenere e cosa cambiare di te. Avrai paura di tutto questo, perché ti sembrerà una cosa più grande di te, ma questa impressione passerà in fretta e diventerà tutto normale. Ricordo ancora l’emozione di quando, dopo due mesi, ho riletto nel mio diario giornaliero che avevo scritto i primi giorni. Senza rendermene conto, adesso capivo di più, molto di più, sapevo persino  parlare in una nuova lingua, che prima di partire non avevo nemmeno lontanamente mai sentito. L’emozione di quando una mattina ti svegli e realizzi di avere sognato in una nuova lingua! Ti sentirai anche molto arrabbiato con certe persone che hai lasciato a casa: ti sembreranno come “vecchi”, chiusi nella loro sfera di cristallo circondati da stereotipi e modi di pensare così lontani…E allora non vedrai l’ora di tornare in Italia e raccontare tutto,  cercando di cambiarli in meglio, di migliorarli.
In realtà ti sembrerà di non volere tornare veramente a casa: ti sembrerà di voler restare qui per sempre. Poi capisci di volere avere la possibilità di unire entrambe le culture. Avrai una nuova famiglia e inizierai a chiamarli “mamma” o “papà”. Avrai l’occasione di provare cosa vuol dire essere in una famiglia numerosa o essere figlio unico. Imparerai a controllare l’ansia, a organizzarti nello studio e -sì- inizierai a scordarti un po’  l’italiano e quando scriverai con qualcuno in chat ti chiederai se quello che hai scritto è giusto o sbagliato.  A scuola all’inizio sarà difficile, non capirai niente e dovrai studiare molto, ma quando tornerai in Italia studiare “normalmente” ti sembrerà la cosa più facile del mondo.
Puoi essere un’exchange student non solo negli Stati Uniti o in un paese anglofono, ma ovunque. Non importa dove vai ma quello che porti indietro.  Io sono in un paese nordico dove l’unica cosa fredda è forse il clima ma non di certo le persone!

Silvia Friggeri – Programma annuale in Svezia AFS Intercultura

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