Scrivo da Santiago del Cile. Il 4 di Gennaio sono partita per partecipare a un campo di volontariato in un paesino sperduto nella cordigliera che nemmeno appare nelle mappe di google: La Placeta.
Il progetto era organizzato da AFS Intercultura insieme all’organizzazione Un techo para Chile (un tetto per il Chile) e consisteva nel costruire case prefabbricate in legno per le persone piú povere insieme ad altri ragazzi cileni e di intercambio, eravamo circa in 40. Ho provato emozioni uniche a cui le parole non possono dare sufficiente valore. Penso sia stata l’esperienza piú bella  che ho vissuto finora.
La mia idea iniziale era di staccare con la routine estiva (spiaggia, festine, palestra…) e di passare un pò di tempo in più con gli altri studenti stranieri che già conoscevo. Il fatto che si trattasse di lavorare in un campo di volontariato mi era totalmente indifferente: era giusto una buona occasione per rivedere di nuovo i miei amici.
Dopo sette ore di pullman siamo arrivati. Alloggiavamo nella scuola del paese: tre aule, una mensa e un campo da calcio; dormivamo in terra con i sacchi a pelo. Eravamo divisi in 4 squadriglie con l’obbiettivo di costruire in una settimana 7 prefabbricati e ristrutturare la chiesa del paese. E’ incredibile la povertà materiale di quelle persone, non l’avevo mai vista né in Italia né in Chile: i più anziani vivono in case che hanno solo due pareti e senza vetri alle finestre. Non in tutte le case c’é l’elettricità e l’acqua corrente é presa direttamente dal fiumiciattolo che c’é vicino al paese. Gli adulti lavorano solo nei due mesi più caldi dell’anno, perché negli altri periodi fa troppo freddo e la neve impedisce di coltivare. Il fatto che in tutto il paese ci sia solo un negozio che vende dolcetti, orecchini e bibite mi ha fatto pensare che la gente vive di una economia di auto sostentamento ed infatti ogni famiglia vive coltivando e allevando galline esclusivamente per il proprio nucleo.
Solamente una o due persone per squadriglia aveva già costruito prefabbricati e aveva un’ idea di come si facesse, per cui noi ci fidavamo e eseguivamo. Alla mia squadriglia è toccato costruire per un signore anziano, uno di quelli un po’ scontrosi, che sembrano sempre arrabbiati e che sicuramente fanno un po’ paura ai bambini.
Doveva stare con noi mentre costruivamo e il primo giorno quasi non ha parlato con nessuno, stava lì solo per lavorare. Poi, poco alla volta, ha iniziato a prendere un po’ di confidenza e ci ha offerto una specie di sigaretta che faceva proprio lui, probabilmente con erba mate. Gli brillavano gli occhi quando ha visto che ci interessavamo a lui e alla sua storia. Si vedeva che voleva apparire il duro della situazione, però alla sera veniva sempre nella scuola dove stavamo per chiacchierare un po’ con noi.
Il giorno in cui ci ha offerto la Fanta  è stato il più emozionante che mai. Anche se nella nostra quotidianità questo gesto non aveva mai rappresentato nulla di speciale, in quel momento abbiamo capito che per loro offrire una bibita a qualcuno é dare tutto quello che hanno e, addirittura,  mettere mano ai propri risparmi…e tutto questo, per noi! Stavamo tutto il giorno a lavorare sotto il sole e come abbiamo visto il signore arrivare con la bottiglia é stato come se a tutti fosse passata la sete e, alla fine, tanto abbiamo apprezzato il gesto, é avanzata piu di metá bottiglia.
Riposavamo due ore per il pranzo, poi di nuovo a lavorare fino alle otto. Dopo cena stavamo tutti insieme. Già al terzo giorno ci sembrava di conoscerci da anni e di essere migliori amici: nessuno ha mai parlato male di qualcun’altro o si é mai rifiutato di aiutarlo; stavamo svegli fino alle due e mezza di notte  a parlare, giocare a dadi, suonare e ballare.
Lo stare insieme ci faceva dimenticare tutta la stanchezza, la fame, le scomoditá e il dolore delle varie ferite alle mani. Alla fine tutti abbiamo finito le costruzioni nei tempi previsti e le abbiamo inaugurate, con spumante e empanadas. E’ stata una emozione indescrivibile, tantoché il  signore ‘scontroso’ si é commosso e ha iniziato a piangere.
A nessuno importava più la stanchezza né del resto, tutti volevamo rimanere li e continuare ad aiutare, perchè abbiamo davvero trovato un senso ai piccoli gesti e capito cos’é la ricchezza interiore. Abbiamo scoperto che la pasta scotta con la cipolla é la più buona del mondo se la signora della mensa é andata fino a casa sua a cercare una cipolla affinché per noi la pasta avesse un po’ più di sapore!

Giulia Domenichini  – Programma Annuale in Cile  AFS – INTERCULTURA

Leave A Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked (required):

*

Video

Apertura al pubblico

– lunedì 10:00-13:00 e 14:30-18:00
– martedì 14:30-18:00
– mercoledì 14:30-18:00
– giovedì 14:30-18:00
– venerdì 10:00-13:00

Dove siamo

Contatti

via Palazzolo 2,
42124 Reggio Emilia

scrivi@portalegiovani.eu
0522/585217 - 0522/585033

Privacy

Back to Top