Inizio novembre 2012

Ya se acabo’ – E’ già finito!


Pochi giorni fa, si è concluso ufficialmente il mio Servizio Volontario Europeo. Pochi giorni fa sono finiti i 9 mesi di progetto e ho salutato tutti i miei colleghi, i miei amici, la città che ormai era diventata mia. Posso solo dire che è stata un’esperienza bellissima, una vera esperienza che mi ha arricchito tanto e mi ha lasciato tante cose a cui pensare, tanti nuovi stimoli; sono stati 9 mesi molto intensi – anche duri, a volte, certo – e non posso fare altro che raccomandare vivamente a TUTTI, ma proprio tutti, di fare un viaggio simile. Esistono tanti modi per andare all’estero, per studiare o per lavorare… Questo forse è il progetto più completo a livello di vita reale e anche quello più sicuro, ma è una mia opinione personale; di sicuro, qualsiasi progetto voi facciate, se vivrete almeno 3 mesi in una altro paese, vi cambierà la vita. Davvero, vi cambia dentro.
Adesso, è ora di riprendere in mano le redini e di far fruttare al meglio il mio tempo spagnolo… Con negli occhi ancora le strade della mia cara Alicante.

E’ ora di tornare!!

Mercoledì 10 ottobre 2012

Sí, viaggiare…

Signori miei, qual è una delle principali cose da fare quando si vive in un altro paese? Muoversi. Viaggiare. Esplorare.
Io posso dire di avere “girato” abbastanza, in un giusto equilibrio tra la voglia di integrarmi il piú possibile in città e il desiderio di conoscere altro, di vedere altri posti.
E quindi: Tarragona, Coma Ruga, Calpe, Aguilas, Lorca, Murcia, Orihuela, Cartagena, Granada, Isola di Tabarca, Valencia, Altea, Palma de Mallorca…
Un elenco di nomi che per un estraneo non significano molto, ma che per me rappresentano una mappa mentale legata a strade, ricordi, a viaggi più o meno improvvisati, a gite di un giorno che sembravano ore infinite.
Sono contenta di aver visitato – nel senso più profondo del termine – i posti più vicini a me, i dintorni della “mia” città; magari parlando con qualcuno che vive qui da tutta la vita mi dice: “Ma dai, sei andata lì? Ma sai che io non ci sono mai stato?!”… se ci pensiamo bene, questo succede anche a noi: magari, mossi dall’inquietudine ci spingiamo a fare i viaggi più estremi e non conosciamo gli angoli più belli del nostro territorio.
Non apprezziamo mai fino in fondo il posto dove viviamo.

Manca ancora qualche settimana all’Italia, al ritorno. Ma il viaggio – lo sento – non é ancora finito.

Anfiteatro di Cartagena

La famosa e bellissima Alhambra - Granada

Vista dall'Isola di Tabarca

Le case bianche di Altea

Mallorca (senza parole)

 

Lunedí 3 settembre 2012

Come passare indenni un’estate alicantina (ovvero, l’Africa è vicina)

Senza quasi accorgermene, mi ritrovo in settembre. Oggi mancano esattamente due mesi al mio ritorno – ed é strano pensarla in questi termini, perché contavo sempre i mesi andando avanti. Per la prima volta, vado in senso contrario.
La mia estate qui é stata intensa, come una vacanza continua (vivere vicini al mare ha decisamente i suoi vantaggi), ho fatto qualche viaggetto e ne ho in programma altri – visto che il sole splende ancora e l’estate sembra non finire mai.
Le mie attivitá lavorative in luglio e agosto hanno subito un periodo di calo, come del resto é normale che sia quando si lavora anche con le scuole e in ambito pubblico. Nelle ultime due settimane, peró, ho ripreso a lavorare intensamente, visto che mi sto occupando nuovamente dei volontari spagnoli in cerca di un progetto e nel contempo sto selezionando i nuovi volontari per il Centro14. Eh giá, ho il dolce-amaro compito di scegliere il/la ragazzo/a che mi sostituirá l’anno prossimo! Mi arrivano email da tutta Europa e non solo, tantissima genete motivata e preparada, che scrive presentazioni creative, mi invia foto, video… di tutto. La scelta finale spetterá alla mia tutor, io intanto preparo una lista e mi occupo dei contatti diretti. Devo ammettere che é divertente!

L’altra nuova, importante novitá che mi da la spinta e l’energia giusta per affrontare gli ultimissimi mesi, é il corso di ITALIANO che inizieró domani, 4 settembre. Professoressa ufficiale di 20 alunni spagnoli! Il corso fa parte delle attivitá che offre il centro giovanile e i posti disponibili si sono esauriti subito. Insomma, grandi aspettative per questo corso che é stato pubblicizzato dappertutto ad Alicante… Speriamo che vada tutto – come dicono qui – super bien.

Lunedí 1 luglio

Hogueras, fuochi, partite & co.

Cosa fate a capodanno? Come, é luglio e ancora non lo sapete? Bene, sappiate che gli alicantini sanno giá che cosa faranno per il loro “capodanno”, che si celebra in giugno… Saranno esattamente qui, ad aspettare la notte di San Giovanni con una frenesia che posso paragonare solo al nostro 31 dicembre.Per il solstizio d’estate (23 giugno) qui la tradizione vuole che si vada sulla spiaggia, con in tasca due liste: una delle cose che vogliamo cancellare dal nostro ultimo anno e l’altra con l’elenco dei desideri per il futuro. Si deve accendere un bel fuoco (hoguera) e nell’ordine fare queste cose: con le due liste in mano, bisogna saltare sette onde (va bene anche solo bagnarsi i piedi, eh…) e poi tornare verso il fuoco, strappare la lista “cattiva” e darla alle fiamme ma mettersi in tasca quella buona. Per finire, bisogna attizzare un poco la fiamma e saltare la hoguera da una parte all’altra. Se sarete stati in grado di fare tutto questo, arriveranno le cose belle che avete scritto e le cose brutte si allontaneranno… Io non mi sono bruciata i piedi, peró ho fatto tutto per bene, lo vedremo.

Spiaggia nella notte di San Juan

Intorno a questo clima che sembra molto romantico, dovete pensare che per tutta la cittá si sentivano musica, pertardi, feste di ogni tipo, dato che per una settimana ad Alicante si sono celebrate “las fogueras”: grandi pupazzi che rappresentano figure, situazioni, scherzi etc, che sono sparsi per tutta la cittá.

Ogni quartiere en costruisce una o piú di una e c’é un concorso per decidere qual é la piú bella…

Una delle "hogueras" piú grandi

Ognuna di esse, poi, é accompagnata da una “barraca”, ovvero una sorta di stand popolare dove si mangia, si beve, si ascolta musica a tutto volume e soprattutto si fa tardi di notte!Ma non crediate che gli alicantini si riducano a divertirsi solo di sera, no, si inizia ogni giorno alle 14.00 con la mascletá (un’esplosione di petardi e fuochi di artificio diurni con un livello di decibel altissimo…praticamente una guerra in pieno centro)

"Mascletá": la guerra dei petardi

Dopo questi 8 minuti di rumore e fumo si va a mangiare una bella paella e si comincia a seguire gli eventi del giorno: concerti, gruppi itineranti, ma soprattutto amici sparsi che ti offrono qualcosa da una barraca all’altra.
E quindi, quando ci si riposa?! La mattina, verrebbe logico da dire. Mai, invece, perché hanno avuto la brillante idea di inventare la “despertá” (trad., la sveglia): alle 8.00 di ogni santa mattina una banda passa per ogni quartiere a svegliare i pigri e i dormiglioni, con musica, tamburi e gli immancabili petardi.
Tutto questo dura esattamente 5 giorni (vi assicuro che non sono pochi) fino alla tradizionale “cremá” delle fogueras: l’ultima notte le bellissime costruzioni vengono bruciate senza pietá e lo spettacolo a cui si assiste é veramente unico

la "Cremá": tutto brucia in mezzo alla cittá

La settimana seguente, per celebrare la fine delle celebrazioni (la festa della festa!) tutte le notti a mezzanotte il mondo si sposta a vedere i fuochi di artificio sulla spiaggia. Questo sí che ti rilassa, ti riempie di bellezza e ti fa dire semplicemente “wow”. Ma questa é un’altra storia!

P.S: non commento nemmeno l’umiliante sconfitta dell’Italia agli Europei… perché essere italiana in Spagna, il giorno della finale, non ha veramente prezzo.

 

 

Martedí 19 giugno

65 volontari sotto lo stesso tetto, ovvero: seminario di valutazione intermedia.

La settimana scorsa ho lasciato la mia solita (e ormai amata) Alicante per muovermi verso il sud, precisamente nella calda regione di Murcia. Per tre giorni ho vissuto e convissuto con 65 volontari che si trovano come me alla metá del loro servizio in Spagna; inutile elencarvi quante nazionalitá erano presenti, quante culture, quanti modi diversi di vivere la vita… Basta pensare che partecipavano anche persone che non sono originarie del vecchio contintente: India, Bolivia e Colombia erano presenti all’appello…Oltre ai volontari, erano presenti anche 10 tutori, ovvero i nostri “capi”: le persone che seguono i progetti e seguono la nostra vita qui. Sono venuti in pochi putroppo e questo forse dimostra che con il passare degli anni ci si impigrisce, ci si rinchiude nella propria realtá e non si approfitta piú di occasioni come questa.

Vorrei riuscire a spiegare l’atmosfera che é presente in questo genere di incontri ma credo sia impossibile: é un insieme di solidarietá reciproca, divertimento superficiale e condivisione profonda, comprensione a tutti i livelli… In questa formazione ho ritrovato molti volontari che avevo conosciuto a marzo, durante il primo corso, ed é inspiegabile la confidenza che ci univa anche dopo tanti mesi e l’affetto che provi per persone che hai visto solo due volte nella vita. Magari non sai niente della loro “vita normale”, sai che uno é francese ma non ti ricordi la sua cittá, sai piú o meno quanti anni ha ma non hai idea di cosa abbia studiato all’universitá, magari non sai niente ma avete parlato per ore e ore della sua vita in Spagna, del suo progetto e delle sue sensazioni e questo ti basta, ti sembra di conoscerlo perfettamente.
Durante il corso abbiamo fatto diverse attivitá, divisi in gruppi, per riflettere sulla nostra esperienza e parlare dei nostri problemi (sia pratici che non). Abbiamo anche dovuto compilare molti questionari (troppi?!) che saranno esaminati per tenere in conto la nostra voce su tutti gli aspetti dello SVE. Il coordinatore del corso – un coordinatore veramente bravo – ci ha lasciato diversi strumenti e risorse per continuare al meglio il nostro progetto: informazioni su come continuare il volontariato, consigli per le “buone pratiche” da usare giorno per giorno, contatti e riferimenti in caso di problemi [oltre ad averci lasciato tutte le foto scatatte durante il seminario…grazie Toni!!].
Quello che spero adesso é di mantenere i contatti con questa gente meravigliosa, di sfruttare le cose che ho imparato e soprattutto di continuare ad andare avanti dando ancora di piú nel mio progetto… essere presente al 110%.

Volontari al lavoro

All the world living in Spain !

P.S.: ad Alicante é iniziata la famosa festa di Hogueras… una settimana di fuochi artificiali, bar aperti tutta la notte, concerti e follia generale… fatevi una idea di cosa siano guardando qui: http://www.actualidadhogueras.es/

E poi la prossima settimana racconteró la mia versione (se saró sopravvissuta!)

 

Lunedí 21 Maggio
Il giorno dell’EUROPA (9 maggio 2012)  

Il giorno 9 maggio i volontari europei, il Centro14 e il Comune di Alicante hanno celebrato il “día de Europa”… Questa data é infatti l’anniversario della “dichiarazione di Shuman” del 1950, uno dei momenti fondamentali per la creazione dell’attuale UNIONE EUROPEA.La dichiarazione é la base di un discorso fatto dall’allora ministro degli esteri francese – Robert Schuman – che propose di creare una nuova forma di cooperazione politica tra tutti i paesi dell’Europa, con l’idea di creare un’entitá sovranazionale che potesse portare pace e collaborazione tra tutti i paesi.La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita dell’Unione europea… questa entitá che ora tutti conosciamo e di cui facciamo parte… e di cui io personalmente sto “approfittando” con il mio SVE.
Per questa occasione io e Giorgos (volontario greco da un mese mio “collega”) e la nostra tutor Escarlata abbiamo organizzato una mattinata di diffusione e informazione alla cittadinanza di Alicante, promuovendo il nostro “Punto di Informazione Internazionale” e facendo sentire la nostra voce.

Con la collaborazione dell’ufficio Europe Direct di Alicante, abbiamo montato uno stand nella fermata del Tranvia (un punto di passaggio) e per tutta la mattina abbiamo riposto a qualsiasi tipo di domanda, oltre a mostare quanto sia buona (e auspicabile) l’integrazione e la mobilitá in Europa con la nostra stessa presenza.Molti giovani sono venuti a chiederci come possono andare a vivere in un altro paese, como possono cercare lavoro (un vero tema scottante questo!) e como possono in generale fare un’esperienza all’estero.La cosa buona di Alicante é che ha l’anima di una cittá “internazionale”, tra le migliaia di turisti, i tanti studenti Erasmus e i lavoratori stagionali che passano per di qui, ma in realtá l’Alicantino d.o.c. non é molto propenso a vivere all’estero, non conosce le lingue e ha anche un po’ paura della vita fuori dalla Spagna… Alla fine, é bello che queste persone (giovani e non solo) abbiano la possibilitá di vedere che c’é gente come noi che sta realmente vivendo una vita nuova “en el extranjero”, con la sicurezza di un programma riconosciuto dall’UE e che… beh, realmente sopravvive!

Chiuse le celebrazioni della giornata europea, torniamo al nostro lavoro, sperando di aver diffuso un po’ di speranza e di coraggio a tutti i giovani che sono venuti a trovarci.
A voi le foto!

 

Volontari europei (con tanto di maglietta!) con i colleghi del Centro14 e l'assessore alla Giovenyú Pablo Sandoval

In un momento intensamente “informativo”

 

 

Mercoledí 25 Aprile
“Intercultural and healthy actions” *

Significativamente scelgo questa data per riprendere il mio blog. E’ strano, per la prima volta nella vita devo lavorare per il giorno della Liberazione e mi sembra strano non sentire le notizie al telegiornale, i dibattiti all’italiana, non programmare niente per celebrare questo giorno che al di lá delle posizioni politiche personali rimane così italiano – e così reggiano, anche.Vivendo all’estero ci si accorge delle cose che si amano di più, di quelle che mancano e in giorni come questi ti senti quasi isolato, così come accade, viceversa, quando ti trovi in mezzo a una di quelle festività che qui sono molto sentite.Ci vuole poco per conoscere una lingua ma una vita per imparare la cultura.
Le mie attività qui per ora si sono stabilizzate e da una settimana all’altra non ci sono grossi cambiamenti, il che però é un bel segno, significa che ho imparato le cose che dovevo imparare e sto tentando di farle al meglio.
La novità più stimolante – questo sì! – è il corso di inglese basico che sto facendo…come insegnante. Insegnare inglese in spagnolo non é facile, è una bella sfida. Non sono sola, ovviamente e la cosa divertente e soprattutto stimolante é che la professoressa titolare viene dalla Grecia e la maggioranza degli alunni non sono spagnoli di nascita ma latino-americani.
Ay, la interculturalidad. E’ il futuro del mondo.

* titolo del mio progetto EVS, il nome accreditato presso la Commissione Europea

Mercoledì 28 marzo

Straniera ma meno, spagnola ma poco

Già siamo alla fine di marzo, è scoppiata la primavera e la città si anima. Ora che i turisti mi fermano per la strada e chiedono a me indicazioni (e soprattutto, ora che sono in grado di dargliele) mi sento davvero più alicantina. Sono straniera ma meno straniera di loro, non so come si possa dire.

E in più si anima anche il Centro14. La gente che si muove, che viene a chiedere informazioni, che si iscrive ai nuovi corsi. E io mi trovo a essere (l’improbabile?) traduttrice di curriculum e carte di motivazione dallo spagnolo all’inglese. Perché è vero in Italia abbiamo qualche problema con l’inglese, ma qui in Spagna… Madre mia! L’isolamento linguistico è quasi una realtà e se ne rendono conto anche loro.

E quindi sì, alla volontaria europea del centro viene gentilmente chiesto di correggere tutta la documentazione che i ragazzi devono presentare alle organizzazioni di accoglienza. E quando a volte trovo una frase che ha un senso decisamente strano, ho capito il trucco per capirla: apro google traslate e pongo la traduzione in spagnolo…. magicamente, si scopre la frase originale. La volontaria europea fa un appello a tutti i futuri volontari… vi prego, non usate il traduttore automatico per frasi intere di 4 o 5 righe… se non volete ritrovarvi con traduzioni molto pittoresche, eheh!

E ora, tanto per dirvi che Alicante fa finta di essere una grande città ma in realtà è come un pueblo pequeño, vi racconterò la mia esperienza nella radio officiale della città. Immaginate una mattina qualunque, stavo parlando con due ragazzi e davo le mie solite informazioni quando suona il telefono della mia scrivania (very professional) ed era la mia tutor che mi chiamava dalla scrivania di fronte. In totale tranquillità mi dice: “tra un quarto d’ora andiamo alla radio che ti fanno un intervista insieme all’assessore”.

Eh?

Forse non ho capito bene, mi dico.

Congedo con calma i ragazzi e aspetto l’assessore.

No, non avevo capito male, si va a “Radio Cope”

Con microfono e canzone di sottofondo di Zucchero in mio onore, il conduttore parla un po’ con me, un po’ con l’assessore e un po’ con la mia tutor. Mi fa qualche domanda su come mi é venuta voglia di fare questa esperienza, su chi mi ha aiutato a cercare il progetto…Mi chiede se mi sono abituata alla famosa siesta

Cose molto semplici certo, ma provate voi a dirle in un programma radio in una lingua che non è vostra.

Non ho riascoltato la mia registrazione… Chissà, mi riservo di farlo pochi giorni prima della mia partenza da qui, con lo sguardo più benevolo di chi “c’è già passato”. Già!

Per finire, un’immagine del nostro stand per la “Giornata della frutta”, attività di diffusione di uno stile di vita salutare all’interno delle scuole secondarie

¿Què quiereis, chic@s? - Che frutta volete ?

Lunedi 12 marzo
Formazione dei volontari, nuovi compiti… y mucho mas!
Due settimane che non scrivo qui;  sono state settimane intense, piene di cose nuove… Innanzi tutto, la settimana di formazione che si è svolta la scorsa settimana e`stata senza dubbio una delle esperienze piú forti della mia vita. Questa formazione (training on arrival, secondo quanto dice la Commissione Europea) è obbligatoria per tutti i volontari EVS, si svolge normalmente entro il primo mese dall’inizio del servizio e riunisce tutti i volontari presenti sul territorio in quel momento… Si é svolta in un piccolo paese vicino a Barcellona e dico solo che eravamo 27 partecipanti, di 12 nazionalità diverse… Un vero caos linguistico e culturale! Ce la siamo passata benissimo peró, perché tutte le attivitá sono di stampo dinamico, ovvero: giochi, sessioni di gruppo, performance (semi)teatrali, costruzione di piccoli oggetti… e soprattutto tante ma tante chiacchere (a volte in inglese, a volte in spagnolo a volte in un misto incomprensibile di lingue…). Abbiamo parlato per pre di come stiamo vivendo qui, di com’è il nostro progetto, delle nostre illusioni e delle nostre speranze. La formazione è fatta di giorni super intensi, dove ci sono poche pause tra un’attivitá e l’altra e in cui anche le pause vengono riempite dalla voglia di stare insieme di tutto il gruppo. Dopo soli 5 giorni, mi sembrava di conoscere “quella gente” da un mese o anche di piú.Credo di poter dire che la formazione non ha solo uno scopo, ovvero quello classico di darti informazioni piú o meno pratiche sullo SVE e sul paese di accoglienza, ma punta anche a formare te come singola persona. Ti aiuta a superare le timidezze, le resistenze verso un’altra cultura (certo, per noi italiani é piuttosto facile vivere in Spagna, ma provate a pensare all’impatto che ha su un olandese, che – tanto per dirne una – é abituato a cenare alle 6 di pomeriggio!) e soprattutto la formazione ti mette in contatto con altra gente perchè, chissà!, un giorno tu possa viaggiare per la Spagna per vederli di nuovo tutti.
E così dopo aver passato questa settimana in un altro mondo, sono tornata nel “mio” ufficio, continuando con le cose che avevo lasciato prima di partire. Ora mi occupo personalmente di una nuova futura volontaria europea, che sta cercando il progetto da presentare prima della prossima scadenza. Giusto oggi le ho mandato qualche offerta per l’Italia… deciderá di venire nel nostro paese? ( in realtà, non é che l’attraesse molto 🙂 ).Inoltre, insieme allo psicologo che si occupa del programma nelle scuole, abbiamo concordato gli ultimi dettagli per la “Jornada de la fruta” che si svolge mercoledí. Tradotto, mercoledí dalle 8 di mattina fino alle 13 saró circondata da un migliaio di ragazzi (migliaio, non scherzo!Qui gli istituti secondari raccolgono i ragazzi dagli 11 ai 19 anni, praticamente sono le nostre scuole medie e superiori messe insieme) per regalare frutta, oggetti vari, promuovere uno stile di vita sano e fare varie attivitá con ogni classe. Sarà una bella sfida…

Qué mas… la settimana prossima lasceró il mio ufficio ancora di piú, perchè inizio a fare la volontaria anche nell’altro centro gestito dal Comune di Alicante. E’ piuttosto lontano dal centro e anche da dove abito, peró ho chiesto io di poter partecipare ad alcuni corsi rivolti ai ragazzi. Il Centro Unamuno è situato nella zona nord, una zona piú povera e dove i giovani hanno meno possibilitá, per questo i corsi a loro rivolti hanno un taglio del tutto diverso. Io mi infileró nel corso di “appoggio scolastico”, dove aiutano i ragazzi che hanno molte difficoltá a fare i compiti e ad affrontare meglio il mondo della scuola. Chi mi conosce e sa quanti lavori abbia già fatto in questo campo, sará costretto a dirmi: “non potevi che finire in un corso del genere, eh?!?”

Ad ognuno le sue passioni, si sa 🙂

Ecco cosa vedo dalla mia scrivania, nel Centro14

Interculturalidad. ecco in ordine sparso: Germania, Turchia, Lettonia, Olanda, Grecia, Italia, Lituania, Colombia, Francia, Romania, Polonia, Marocco, Inghilterra

Domenica 26 febbraio 2012

Note del fin de semana

Imparare una lingua in maniera non-formale, semplicemente vivendola tutti i giorni è una cosa che tutti dovrebbero provare. Si migliora di giorno di giorno e senza neanche accorgersene. Me ne sono resa conto improvvisamente quando è venuta una ragazza in ufficio, giovanissima, per chiedere informazioni sullo SVE. La mia tutor in quel momento non c’era e così una mia “collega” mi ha semplicemente detto: Erica, te la senti?

Beh, che ne so, PROVIAMO.

(E’ tutto una prova in questa nuova vita,no?).

E così lei si è seduta alla mia bella scrivania e piano piano le ho spiegato chi sono, cosa faccio, come ho trovato il progetto. Le ho fatto vedere il foglietto che ho scritto io sullo SVE. E magicamente (aiutata da  alcune parole in perfetto “itagnolo”) ho fatto il mio dovere. Una piccola soddisfazione ma estremamente grande per uno straniero in terra straniera, credetemi!

Questo weekend sul mio quaderno azzurro dove appunto le parole sconosciute si è aggiunta “pueblo”. In realtà la conoscevo già, sapevo cosa voleva dire e sapevo come si usava, ma non sapevo che fosse così frequente qui. Moltissima della gente che ho conosciuto non è originaria di Alicante, o la sua famiglia non lo era, e ci sono gli studenti fuorisede che quasi sempre tornano… al loro pueblo. E riflettendoci , la trovo una parola bellissima. Pueblo è il villaggio, il paese. Ma è anche il popolo. Per noi è quasi intraducibile: evoca le tue origini, evoca il posto dove sei cresciuto, dove il tuo popolo tuttora vive. Noi diciamo “paese”, certo, ma non credo sia la stessa cosa.

Forse la nostra Reggio è troppo grande e già è considerata una ciutad… però non mi importa e so già cosa dire. Reggio Emilia es mi pueblo.


Lunedì 20 febbraio 2012

5 cose da sapere sulla vita ad Alicante:
1 – Per salutare una persona che ti hanno appena presentato, si danno due baci sulla guancia. Sempre. Sia che tu abbia di fronte un amico di un amico, un professore o l’Assessore del Consiglio della Gioventù.
2 – Quando cammini per strada, non avere fretta. Passeggia lentamente o sembrerai un pazzo che sta fuggendo da qualche cosa.
3 – Se hai poco tempo, un po’ di fame e vuoi andare in un bar a prendere qualcosa di rapido… scordatelo. Qui ci siede al tavolino, sempre, si aspetta che il cameriere arrivi (con calma) a prendere l’ordinazione, che (con calma) te la porti e che (sempre con molta calma) ti faccia avere “la cuenta” alla fine di tutto. In totale, per una pausa caffè veloce possono passare dai 20 a 40 minuti.
4 – Se il tuo obiettivo e’ interagire con i veri alicantini, per prima cosa impara le parolacce o non capirai quasi niente della conversazione.
5 – Gli spagnoli sono calienti e simili agli italiani per molti versi, ma NON quando prendono l’autobus. In quel momento si trasformano magicamente in perfetti inglesi e salgono ordinatamente in fila per uno (pagando tutti il biglietto, ovviamente). Quindi, non fare il furbo.
Infine, impara che ad Alicante qualunque temperatura sotto i 15 gradi è considerata freddo polare e che se ti azzardi a dire che a febbraio hai fatto una bella passeggiata sulla spiaggia, ti guarderanno come se fossi un eschimese.
Buena vida en Alacant!

Paseo maritimo - lungomare del porto turistico

 

Sabato 18 febbraio 2012

SVE…. e che cos’è?
Sono passate quasi due settimane dal mio arrivo e ovviamente tutti qui si chiedono chi io sia. Nella residenza vivono gli studenti dell’università di Alicante e molti sono spagnoli DOC: ragazzi aperti, chiassosi e un po’ irascibili, proprio come ci immaginiamo che sia un vero ispanico.Puntualmente, cade la fatidica domanda: “E tu cosa fai qui?”Io rispondo, tutta contenta: Servizio Volontario Europeo! Dall’altra parte: il nulla. Si vedono facce dubbiose.”Non lo conoscete?” “Eh no….ma cos’è, un tipo di Erasmus?” “No, no… non sono qui per studiare, lavoro…””Ah, allora è un tirocinio!””Beh, no non proprio… è un lavoro volontario, però è tutto spesato…””Sì sì, ho capito: una borsa di studio!””[…mia faccia che non sa bene come rispondere in uno spagnolo fluente] …Più o meno…”

Sono stupita di vedere che lo SVE è così poco conosciuto e al tempo stesso contenta di poter sfruttare questa bella possibilità. Però in effetti… che cos’è realmente il Servizio Volontario Europeo?
Forse è quasi più facile dire che cosa non è.Non è un Erasmus, certo, perchè non si va all’Università e non ci sono esami da dare.Non è un corso di lingua, perchè è vero che mi hanno iscritta ad un corso di spagnolo, ma l’obiettivo finale va oltre la conoscenza linguistica.Non è un tirocinio (una practicas come si dice qui – parola che secondo me rende bene il concetto), perchè il tuo scopo non è inserirti in una azienda.E infine, non è una borsa di studio o qualcosa di simile, perchè è vero che viaggio, vitto e alloggio sono compresi nel “pacchetto”, ma fa tutto parte di un progetto più grande.
Beh, e quindi, che cos’è? Lo SVE è un modo per mettere te stesso in gioco al 100%, dando un contributo volontario allo sviluppo della comunità. Non importa quale tipo di lavoro tu stia facendo: anche se un lavoro d’ufficio non rientra nella nosra concezione di “volontariato” (concetto che, diciamolo, quasi associamo al “martirio”), la tua presenza come persona straniera, la tua cultura che sarà sempre un po’ diversa, le tue idee sono qualcosa che arricchisce tutti, a partire dai colleghi per arrivare – si spera – a buona parte della città.
Lo SVE ti catapulta nel mezzo della società di un nuovo paese: non sei più uno studente che vive isolato nella bolla universitaria (erasmusiana o meno), sei uno che tutte le mattine prende l’autobus e va a lavorare, che tutti i giorni mangia insieme alla gente del posto, che tutti i weekend si informa su come può passare il tempo in città.
E sai che per 9 mesi questa sfida sarà la tua nuova vita.

Sabato 11 febbraio 2012

Inizia l’avventura!
Eccoci qua finalmente, dopo quasi una settimana dall’inizio del mio S.V.E. comincio a riprendere i contatti anche con la tecnologia… Eccoci qua nella bella Alicante, quasi 200 km sotto la più conosciuta Valencia; Alicante è una città di mare, sì, ma anche a febbraio è viva e molto accogliente, piena di studenti universitari. Sto cominciando a conoscere questa città dal di dentro, non come turista ma come una persona che deve vivere qui per tanto tempo; sono una volontaria europea ora e per me è tutto nuovo!Appena arrivata ho cominciato subito il mio servizio, lavorando per il Centro14 … questo fantastico ufficio, che definire solo “informa-giovani” sarebbe riduttivo: il Centro14 è infatti un intero palazzo storico nel Barrio (quartiere) antico di Alicante, dove si trovano alcuni uffici (come l’Eurodesk, dove c’è la mia piccola scrivania personale!)  ma anche varie sale dove si svolgono le attività… Ci sono corsi di tutti i tipi, per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche visto che sono praticamente gratis!Tanto per farvi un esempio, al giovedì c’è la serata cinema in lingua originale e io mi sono vista “Xmen – L’inizio” in inglese con tanto di commento e dibattito finale … e c’era proprio un bel gruppo.Ovviamente, le difficoltà i primi giorni non mancano, ci si mette un po’ per sentirsi ” a casa”. E con lo spagnolo, beh, per fortuna sono partita con un po’ di basi perchè è vero che assomiglia all’italiano… ma credetemi, capirsi non è sempre così facile!
Per fortuna, la mia attività con i ragazzi delle scuole superiori inizia a marzo… ho un mese per imparare bene la lingua, ce la faranno i nostri eroi?!
Hasta luego!

entrata del Centro14

@ alicante

Lunedì 6 febbraio 2012

Erica, nove mesi ad Alicante con il Servizio Volontario Europeo – SVE

Lunedì 6 febbraio ha preso il via – tra tormente di neve e bagagli persi all’aeroporto di Madrid – l’avventura di Erica Biagini nell’ambito di un progetto di Servizio Volontario Europeo – SVE del Comune di Reggio Emilia.
Grazie a tale progetto, sostenuto finanziariamente dalla Commissione europea attraverso il programma Gioventù in Azione, Erica, venticinque anni in procinto di laurearsi presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, trascorrerà nove mesi, ad Alicante (Spagna) presso il centro giovani del Comune di Alicante, per realizzare un progetto di volontariato in ambito educativo e culturale con i giovani della città spagnola.
La volontaria reggiana sarà alloggiata in uno studentato vicino al centro storico di Alicante, assieme ad altri volontari europei: tutte le spese del progetto – i viaggi, il vitto, l’alloggio e l’indennità mensile cui Erica avrà diritto – sono pagate dalla Commissione europea.
Su queste pagine potrete seguire le avventure di Erica, che resterà ad Alicante fino al prossimo novembre: lasciamole, quindi, la parola (o meglio la tastiera), affinché ci possa raccontare un po’ i suoi nove mesi di Servizio Volontario Europeo.

Leave A Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked (required):

*

Video

Apertura al pubblico

– lunedì 10:00-13:00 e 14:30-18:00
– martedì 14:30-18:00
– mercoledì 14:30-18:00
– giovedì 14:30-18:00
– venerdì 10:00-13:00

Dove siamo

Contatti

via Palazzolo 2,
42124 Reggio Emilia

scrivi@portalegiovani.eu
0522/585217 - 0522/585033

Privacy

Back to Top