L’India di Chiara Notari – Intercultura Reggio Emilia

lezione di sitar

 

Poi, vi volevo raccontare un po’ dell’India… (e più avanti vi farò vedere le foto!)..

Queste due settimane in India sono state intensissime e densissime di avvenimenti, scoperte, parole, e naturalmente colori.

I colori delle divinità Indù, quelli dei sari delle donne indiane, il verde sfavillante dei prati, il rosso denso dell’arenaria, il bianco illuminante del marmo.

Sono talmente piena di cose viste, imparate e sentite, che forse questa email alla fine risulterà sconclusionata e senza capo ne coda. Ho imparato però veramente tanto di questa cultura così distante da noi e mi rendo conto che molte cose si devono ancora sedimentare bene dentro di me, per comprenderle davvero. Temo sarà un processo lungo!

Comunque, l’esperienza è stata bellissima soprattutto per le persone che ho incontrato durante questi giorni in India… la famiglia ospitante che mi ha accolto a Delhi, gli insegnanti con cui ho parlato a scuola, i ragazzi e i bambini di ogni età che ho incontrato ogni giorno con mia sorella ospitante… loro sono stati la scoperta più bella… è stato attraverso ciascuno di loro che ho scoperto un po’ d’India in così poco tempo.


La scuola Materna e la scuola Media

E mi sono così resa conto che dall’India ti devi lasciare travolgere, non puoi ostacolarla, non puoi pensare “noi però facciamo così ed è meglio”… non funziona. Devi imparare, devi accettare e fare diventare tuo quello che è loro, perchè loro sono i primi poi pronti ad accoglierti.

 

Non immaginate la mia difficoltà ad abituarmi ai loro bagni, al loro modo di contrattare, al mangiare esclusivamente vegetariano e piccante, a mangiare con solo la mano destra…e poi il loro traffico, i clacson, il fango, gli odori… eppure, dietro a tutto questo c’è la meraviglia della scoperta… scoprire che tutto ha un suo senso, un suo perchè, è legato alla loro storia, alla loro religione, all’ambiente dell’India, alle pioggie, alle non-rivoluzioni, agli inglesi… questa devo dire è stata la parte più bella!

I professori di danza, musica, arte, storia politica, hindi, e anche quelli dei bambini della scuola materna… è come se mi avessero consegnato un pezzo di puzzle per riuscire a vedere meglio questa loro India così contorta e complessa.

Poi, la famiglia ospitante mi ha davvero aperto la casa e il cuore… raccontandomi tantissimo dell’India d’oggi, della corruzione, della polizia, delle scuole, della vita in famiglia… vi posso assicurare che, nonostante sia stata con loro solamente una settimana, mi è sembrato che sia passato almeno un mese: è stato tutto così intenso!

I volontari AFS  con cui ho lavorato

La seconda settimana, con i volontari indiani, è stata altrettanto interessante… per i giri che abbiamo fatto a Delhi e per i confronti che siamo riusciti ad avere durante le giornate di lavoro per il Manuale di Orientamento.E’ stato interessante anche se il nostro metodo di lavoro era certamente diverso, ma –come dicevo- devo ancora capire molte cose ma il confronto c’è stato ed è stato molto utile.

La famiglia Jain che mi ha ospitato con molto calore

 

 

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