ARIANNA FERARI: Da Castelnovo Monti al Québec (Canada) 2011-2012

Eccomi qua. Sono già passati cinque mesi dalla mia partenza. Sono alla metà di questa esperienza e mi sto rendendo conto di quanto tutto ciò stia apportando cambiamenti nella mia vita. Proprio ieri ho conosciuto un ragazzo che tra due settimane partirà per la stessa avventura, ma in Australia. Ho rivisto me stessa: con le mie paure, le mie speranze, la mia voglia di affrontare qualcosa che sembrava essere esageratamente più grande di me. Ora mi rendo conto che ce la sto facendo, sto riuscendo ad affrontare la lontananza dalla mia famiglia, dai miei amici e da tutte quelle cose a cui non facevo nemmeno caso. Ho capito quanto l’abbraccio di qualcuno di caro possa fare bene, quanto un sorriso possa cambiare una giornata iniziata col piede sbagliato, quanto un complimento possa renderti fiera di quello che sei o di quello che stai diventando. Sto diventando me stessa, quella che voglio veramente essere, sto diventando adulta. Ognuno di noi crede di essere quello che é e di non poter cambiare veramente, ma non é così. Cresciamo in un mondo fatto di stereotipi e imposizioni che ci obbligano, volente o nolente, a diventare ciò che la gente si aspetta che diventiamo e non ciò che noi vogliamo veramente essere. Mi sono immersa in una cultura diversa negli ideali, negli usi e nei costumi, nelle credenze e ho davvero visto quello che ero e ho potuto confrontarmi, arrabbiarmi, farmi delle domande. É un po’ come specchiarsi con il tuo opposto e guardando entrambi i lati, sto riusciendo a capire quello che non vorrò mai cambiare di me, ma soprattutto quello che voglio cambiare, tutte quelle cose che mi sono piaciute del diverso e che ho sostituito a quelle certezze che credevo di avere, ma che alla fine si sono rivelate scelte indotte o prese superficialmente. Tutto ciò é grazie alle persone che incontri: la tua famiglia ospitante, gli amici di scuola, gli altri studenti AFS.

Dormi con giapponesi che russano, passi le giornate con una portoghese, vai al concerto dei Maroon 5 con delle brasiliane; e ti si apre un mondo nuovo, diverso e molto lontano da quello in cui vivevo fino a l’anno scorso. Non nascondo di aver paura che tutto questo finisca, ma la carica che sto accumulando mi aiuterà a far si che non resterà solo un bel ricordo, ma che diventerà il trampolino di lancio per una vita nuova, fatta di cose “vecchie” e di cose nuove che con pazienza personalizzi e fai tue. Non rimpiangerò mai il giorno in cui decisi di vivere tutto ciò, é una delle cose più belle che mi potessero capitare e può essere banale, ma quando si dice di cogliere l’attimo, bisogna assolutamente farlo!

Quando sarete in un Paese  “ospitante” siate fieri di essere italiani! Mostrate i vostri luoghi, cucinate piatti tipici, insegnate le parolacce italiane, raccontate la storia del nostro paese, i piccoli aneddoti e tutto ciò che amate della nostra meravigliosa patria. Non vergognatevi di quelle cose per le quali l’Italia passa sempre come l’ultima ruota del carro (Berlusconi, la crisi, la mafia): dite la vostra opinione e fate apprezzare il VOSTRO punto di vista, quello in cui VOI credete! Lasciatevi andare, prendete ogni giornata come un’opportunità unica, vivetela al massimo e non perdete tempo a guardare troppo quello che avete lasciato, perché purtroppo, quando tornerete, (anche se non ne ho ancora la certezza al 100%, perché non sono ancora giunta a quel momento) sarà tutto come prima, ma quelli diversi sarete voi! E come dice una canzone di Liga:”Giorno per giorno, sempre ballando, non prendere mai questa vita nè troppo, nè poco sul serio, vento per vento, a favore oppure contro, cosa c’é di male in fondo a vivere?”.

Un abbraccio dal Québec, dove i -35 gradi dell’inverno si fanno sentire!

Arianna.

 

 

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