Memoria e ricordo

fautrier

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

Articolo 1, Legge 211 del 20 Luglio 2000

 
 Memoria. Ricordo. Sono queste le due parole ricorrenti del 27 Gennaio, giornata mondiale della memoria che ricorda la liberazione, o meglio scoperta, del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.

 Memoria e ricordo. Nel paragrafo precedente ho usato queste parole quattro volte in tre righe, non perché il dizionario dei sinonimi e contrari è stato perso in qualche angolo buio della scuola superiore, ma per esibire quello che è questa giornata. E’ passato, è storia, è qualcosa che è fuori dalla nostra mente e dalla nostra portata di cittadini indaffarati a fare e pensare mille altre cose. Un giorno all’anno però, dobbiamo ricordare, memorizzare, portare con noi, chissà che in futuro torni utile.

 In realtà sappiamo benissimo che questa ricorrenza o data o chiamatela come vi pare, è più attuale di quanto possa dire il nome anacronistico già di per sé. I giornali ne parlano, i telegiornali lo mostrano, le inchieste televisive lo sezionano per studiarlo da dentro, negli stadi lo urlano e nei bar, piazze al chiuso resistenti ai fumosi Social Network, lo si esprime sottovoce e spesso senza rendersene conto. Il razzismo? Si, proprio lui. Non sto dicendo che siamo tutti degli inguaribili razzisti, seguaci di qualche teoria sballata o del mito della razza.. No. Semplicemente credo, ma magari mi sbaglio, che la situazione attuale sia dettata più da un problema di scarsa informazione che da idee razziste o xenofobe, problema di scarsa conoscenza delle usanze altrui e della cultura delle persone che vediamo così “diverse”, farcita da numerosi luoghi comuni che imperversano anche nella mente degli individui più aperti. Problemi che però vanno affrontati, gli errori servono per insegnare qualcosa dopotutto. E l’errore, nei secoli scorsi, si chiamava antisemitismo, una campagna dell’odio nei confronti degli Ebrei alimentata non solo da forze politiche nazi-fasciste ma da gran parte della civiltà occidentale.

img_antisemitismo1

 Per questo credo che questa data sia importante, che non debba cadere nel profondo pozzo della retorica, della ricorrenza fine a se stessa, celebrata solo dagli alunni nelle scuole e da pochi storici interessati. Ricordare si, ma soprattutto conoscere perché, come diceva Primo Levi

                            
« Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario »

 
 Visitate il link delle iniziative organizzate dal comune, con la speranza che possano servire da motore, spillo fastidioso ma necessario, per la conoscenza di uno dei più grandi e/orrori partoriti dalla mente umana. E non ripeterlo/i.

ShareShare on Facebook107Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Google+0Email this to someone

Leave A Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked (required):

*

Video

Apertura al pubblico

– lunedì 10:00-13:00 e 14:30-18:00
– martedì 14:30-18:00
– mercoledì 14:30-18:00
– giovedì 14:30-18:00
– venerdì 10:00-13:00

Dove siamo

Contatti

via Palazzolo 2,
42124 Reggio Emilia

scrivi@portalegiovani.eu
0522/585217 - 0522/585033

Privacy

Back to Top