Destatevi

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“La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.”

Si sta parlando di proiettili che vagano silenziosi tra le persone, che colpiscono e uccidono, con la grande forza di destare nient’altro che timorosa indifferenza negli animi intorno. Si sta parlando di sputare sui diritti umani. Si Parla di mafia e di governo, in quanto è la sommatoria dei due che ha portato alla situazione dei giorni nostri. Per quanto uno si può ostinare a sostenere che le due entità sono separate o addirittura che l’una è contro l’altra, spero che basti la frase che segue per destare almeno un paio di dubbi. Mister presidente del consiglio, che noi tutti conosciamo e che spero che tutti sappiano che possiede Mediaset e svariati giornali e giornalini, ha convissuto per molto tempo con il signor Mangano, che di fatto fu un mafioso. Ora, logicamente, si può dedurre che, se il presidente del consiglio detiene la maggior parte dell’informazione e se egli è implicato (fosse almeno l’unico) in rapporti intimi mafiosi, è naturale che il popolo non riceva la giusta informazione riguardo la mafia, a meno che abbia voglia di tirarsi la zappa sui piedi, cosa che non ha fatto in 15 anni e che di sicuro non farà oggi. E’ troppo impegnato a fare leggi ad Personam con l’amico Ghedini. Quanto scritto qualcuno potrebbe commentarlo con un: “è acqua passata”. Parliamo di cose più recenti allora. Recentemente, il nostro governo ha emanato una legge che stabilisce che i beni confiscati ai mafiosi devono essere messi all’asta. E’ questa una legge a fin di bene? No. E’ infatti lecito immaginarsi che il destino di un bene mafioso messo all’asta è quello di tornare al proprietario mafioso, che di certo ha più soldi della gente e dei piccoli imprenditori, se paragonati alla mafia, che di sicuro non si aggiudicheranno l’asta. E’ forse allora questo un governo buono che combatte la mafia, se rende semplice il riacquisto del beni mafiosi da parte degli stessi mafiosi? Non è forse più consono donare questi beni sequestrati ad associazioni come Libera che li trasformano in luoghi dove poter coltivare e produrre materie prime, riconsolidando una piccola parte di economia e dando lavoro a gente del posto? Questo governo non è contro la mafia e ogni cittadino ne dovrebbe essere consapevole. Stiamo parlando di gente che convive giorno dopo giorno col terrore. Gente che se non paga il pizzo paga con ben altro. Stiamo parlando di vittime innocenti, di bambini sciolti nell’acido e di magistrati che vengono fatti saltare in aria per il semplice fatto che hanno creduto nella giustizia. La gente non dovrebbe mai dimenticare le stragi del ’92 – ’93. Non dovrebbe mai dimenticarsi di persone come Falcone e Borsellino che hanno dato la vita per contrastare la mafia, non dovrebbe mai scordarsi che al mondo ci sono persone come Roberto Saviano, lo scrittore di gomorra, che non può assentarsi nemmeno un secondo dalla sua scorta e che nonostante tutto continua a scrivere per il bene dell’umanità. Ora rimangono commenti come “E io cosa ci posso fare?” oppure, per i più subdoli, unicamente attaccati al soldo, “Tanto non tocca il mio portafogli”. La mafia tocca il portafoglio di tutti ed è una realtà di tutta l’Italia, a differenza di quello che possono pensare i più ignoranti. Ora si può decidere di continuare a rimanere indifferenti e neutrali favorendo indirettamente lo sfruttamento e il terrore implicati nel concetto di mafia, oppure destarsi da questo lungo sonno e fare effettivamente qualcosa, tra le tante cose da fare. Si può iniziare magari, con lo spegnere questa marcia televisione e col fare un salto, per esempio, sul sito di Antimafia Duemila, sul sito di Libera o sul sito di Roberto Saviano. Infine, il 1 marzo ci sarà una manifestazione, a Reggio Emilia, contro le mafie. Ecco, presentarsi a questo evento vorrebbe dire fare già qualcosa di importante.

Stefano Lombardi, Giovani di Reggio Emilia contro le Mafie

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